Genova-Londra, partenza con oltre cinque ore di ritardo: «Otto ore in aeroporto con un buono da 4 euro per mangiare, ma un panino ne costa 7»

Il racconto di un passeggero del volo Ryanair diretto a Stansted: attese prolungate, informazioni ritenute contraddittorie e assistenza giudicata insufficiente. Il maltempo sarebbe stato indicato come prima causa, poi sarebbe emerso anche un problema legato all’equipaggio

Otto ore trascorse all’aeroporto di Genova, gran parte delle quali in piedi, e un volo decollato con più di cinque ore di ritardo. È quanto racconta un passeggero che chiameremo Giuseppe, nome di fantasia, tra le persone prenotate sul collegamento Ryanair FR4995 per Londra Stansted di avant’ieri, mercoledì 9 settembre.
La partenza era prevista alle 16.35. Giuseppe riferisce di essere arrivato al Cristoforo Colombo intorno alle 14 e di aver completato regolarmente le procedure per il volo internazionale. Dopo un primo pre-imbarco, i viaggiatori sarebbero rimasti per circa mezz’ora nella zona vicina alla pista, prima di ricevere un messaggio che rinviava il decollo alle 19.15 a causa del maltempo.
Secondo quanto comunicato ai passeggeri, l’aeromobile destinato a raggiungere Genova sarebbe stato dirottato su Pisa. Da quel momento, sostiene Giuseppe, sarebbero cominciate ore di attesa accompagnate da aggiornamenti frammentari.
Intorno alle 18.30, dopo le proteste di alcuni viaggiatori, sarebbe stato distribuito un buono da quattro euro per acquistare cibo o bevande. Una somma che, racconta il passeggero, nell’unico bar accessibile dopo i controlli di sicurezza consentiva appena di comprare una bottiglietta d’acqua da mezzo litro, mentre il prezzo di un panino partiva da 6,90 euro.
Nella stessa fascia oraria sarebbe arrivata un’altra comunicazione: l’aereo fermo a Pisa non era ancora ripartito e al problema meteorologico si sarebbe aggiunta la mancata disponibilità dei piloti o dell’equipaggio. È proprio la successione delle diverse spiegazioni ad avere alimentato i dubbi dei passeggeri sulle cause effettive del ritardo.
Con il passare delle ore, sempre secondo la testimonianza, nel bar sarebbe terminato il cibo e nei servizi igienici sarebbero mancati sapone e carta. Alcuni viaggiatori si sarebbero seduti o sdraiati sul pavimento. Tra loro c’erano anche donne incinte, bambini e persone anziane.
Alle 20.35 sarebbe stata respinta la richiesta di un secondo buono per poter mangiare. Un nuovo pre-imbarco sarebbe cominciato alle 21.10, con un’altra attesa in piedi sulla rampa di accesso al gate. Il volo, infine, sarebbe decollato alle 22, oltre cinque ore dopo l’orario programmato.
Giuseppe chiede ora che venga chiarito se l’intero ritardo sia dipeso dalle condizioni meteorologiche oppure se abbiano avuto un peso anche problemi organizzativi e la disponibilità dell’equipaggio. Un punto importante anche per stabilire quali tutele possano essere riconosciute ai viaggiatori.
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